Progetto integrato per il rilancio della Regione Piemonte

Dicembre 2020

ABSTRACT

 

FAR VINCERE TUTTI E NON LASCIARE TROPPI DEBITI ALLE GENERAZIONI FUTURE

Proposta alla Regione Piemonte di PROGETTO INTEGRATO come contributo al rilancio della Regione, inserendola nel sistema del Recovery Fund, creando opportunità nella comunità Piemontese; ridurre le emissioni dei milioni di passaggi nel Piemonte dei mezzi pesanti. Accompagnando questi investimenti, impostandoli come prestiti da restituire da parte dei percettori con i ricavi che si genereranno.

Insomma far vincere tutti e non lasciare troppi debiti alle generazioni future. LA PROPOSTA

La proposta si presenta con un investimento di circa 974 mln di euro articolato in 24% a fondo perduto, in gran parte a favore di enti pubblici, e del 76% a prestiti a tasso zero, a favore di operatori economici che si dovranno impegnare a restituirli, questo per non aumentare il debito pubblico a carico delle future generazioni.

Il nocciolo della proposta è rilanciare il Piemonte e per questo si vuole aggiornare e innovare il grande patrimonio di cui si dispone attualmente; gli oltre 150 impianti di produzione di biogas

L’innovazione consiste nel finanziarne tale aggiornamento tecnologico ed introdurre in ciascuno di essi un impianto di separazione del Metano e della CO2 oltre ad un sistema per la loro liquefazione, producendo il cosiddetto BIOMETANO.

Questa innovazione permette di apportare alla Regione Piemonte una fornitura importante di carburante, riduce livelli di importazione, da posizione leader nel campo delle energie rinnovabili contribuisce alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Il progetto prevede l’incentivazione dell’aggiornamento della flotta per il trasporto merci, l’aggiornamento a metano liquido dei mezzi urbani. Avvia una rinascita del sistema Automotive senza attivare importazioni di mezzi dall’estero.

Risolve il problema del trattamento della FORSU, senza produrre odori, e alimenta gli impianti di BIOGAS. Questi impianti permettono di trasformare la FORSU senza produrre odori in materiali idonei, attuando l’economia circolare

Si prevede di finanziare questi impianti Consortili a fondo perduto dando anche un incentivo per il funzionamento del primo anno.

Infine per manutentore questi sistemi innovativi la proposta prevede la formazione di nuove figure professionali che a loro volta potranno diventare i tecnici di manutenzione anche all’estero.

Queste innovazioni premetteranno all’industria Piemontese di appropriarsi di un sistema di innovazione e diventare anche esportatore.



PREMESSA

FAR VINCERE TUTTI E NON LASCIARE TROPPI DEBITI ALLE GENERAZIONI FUTURE

Questa NOTA vuole essere una proposta alla Regione Piemonte di PROGETTO INTEGRATO per contribuire al rilancio della Regione, inserendola nel sistema del Recovery Fund, e nello stesso tempo affrontare e portare a soluzione una serie di problemi e creare opportunità della comunità Piemontese; quali il problema del trattamento della FORSU senza emissioni odorigene, permettere la innovazione degli impianti agricoli di biogas, attuare l’economia circolare e produrre combustibili da fonte rinnovabile, ridurre le emissioni dei milioni di passaggi nel Piemonte dei mezzi medi e pesanti di trasporto merci su gomma, ridurre la dipendenza economica del territorio dalla importazione di combustibili sviluppando economia e occupazione. Accompagnare questi investimenti con una formula di erogazione finanziaria che li faciliti ma non faccia aumentare ma diminuire il grosso debito nazionale che rischiamo di lasciare alle future generazioni, impostandoli come prestiti da restituire da parte dei percettori con i ricavi che si genereranno.

Insomma far vincere tutti e non lasciare troppi debiti alle generazioni future.

 

 

AMBITO DI PREVISIONE

Sono 6 i grandi temi previsti nelle linee guida dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) articolato entro i pilastri del piano europeo per la ripresa denominato ‘Next Generation EU’ che saranno finanziati dal fondo europeo per la ripresa economica e sociale e che sono intitolati proprio alle future generazioni della Unione Europea.

Essi sono:

DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA

PRODUTTIVO RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA

INFRASTRUTTURE PER MOBILITÀ E TRASPORTI

ISTRUZIONE, FORMAZIONE, RICERCA E CULTURA

EQUITÀ SOCIALE, DI GENERE, E TERRITORIALE

SALUTE

Questa proposta è trasversale e abbraccia quasi tutti i 6 grandi temi.



-       Completamento della impiantistica per il trattamento della frazione organica delle Raccolte Differenziate FORSU al suo pretrattamento senza emissioni odorigene,

-       Avviare il prodotto agli impianti esistenti di biogas agricoli che provvedono allo smaltimento delle deiezioni animali evitando l’inquinamento delle falde con i nitrati,

-       Aggiornamento di questi impianti di biogas, evitando che a breve debbano essere distrutti con perdite immense di risorse degli agricoltori, convertendoli alla produzione di BIOMETANO LIQUIDO

-       Inviare carburante ecologico a distributori per rifornimento di mezzi pesanti già circolanti a migliaia e che presentano emissioni nettamente più basse rispetto agli equivalenti mezzi funzionanti a gasolio.

Le ricadute sul territorio sono molto importanti sotto il profilo di riduzione delle importazione di combustibili fossili, aumentando la efficienza economica del territorio, contribuendo alla creazione e il mantenimento di aziende impiantistiche su settori innovativi che troveranno sbocchi anche nell’esportazione, con ricadute sul sistema della formazione e dell’occupazione giovanile e non.

 

 

STATO DELL’ARTE NEL TERRITORIO PIEMONTESE

Settori di intervento

 

 DIPENDENZA E RIFLESSI DI IMPORTAZIONE COMBUSTIBILI FOSSILI

Il problema fondamentale dei combustibili fossili è rappresentato dall’impatto ambientale che creano sull’ambiente per l’estrazione, trasporto e utilizzo; ma altrettanto importante è l’impatto economico che si crea in un territorio nella importazione dei combustibili fossili. Nel nostro territorio Piemontese non disponiamo di risorse fossili ma ne consumiamo quantità molto forti in particolare per i trasporti e le importiamo tutte.

Fatto 100 il costo finale di una qualsiasi fonte energetica diversa da quella rinnovabile, solo 1 resta all’interno di un raggio di 10km della comunità locale.

Ma se riusciamo a produrre localmente, in modo sostenibile, una frazione del fabbisogno energetico, avremmo che gran parte del ricavo della vendita della energia prodotta localmente resta sul territorio come moltiplicatore di ricchezza e soprattutto di occupazione.



Facciamo un esempio: se spendiamo un milione di euro in un impianto per produrre, in modo sostenibile, combustibili per trasporti come il BIO GNL gas naturale liquefatto biologico dalla fermentazione degli scarti organici, tutto il ricavo della vendita del combustibile per un importo che potrebbe arrivare, per un solo impianto di biometano liquido a oltre 1 mio e 300k€ all’anno resta tutto sul territorio locale nella forma di servizi, produzione quindi anche occupazione, diventando un moltiplicatore per tutto l’indotto e la collettività.

Invece se importiamo il metano liquido dalla Olanda la maggior parte del 1mio e 300k€ se ne va in Olanda ad arricchire la economia e la società olandese, e nella economia locale resta solo delle briciole, con pochissima occupazione.

Quindi proponiamo di inserire l’innovazione negli impianti che trattano gli scarti agricoli per produrre BIOMETANO LIQUIDO che sarà usato per rifornire i mezzi di trasporto commerciali pesanti medi e leggeri attrezzati per usarlo invece del diesel un prodotto di importazione.

 

 

IMPIANTI DI TRATTAMENTO DEGLI SCARTI AGRICOLI

Nel territorio Piemontese esistono oltre cento impianti, ciascuno del costo di svariati milioni di euro, di proprietà degli imprenditori agricoli che smaltiscono le deiezioni animali.





Questa è la mappa riportata dall’Arpa Piemonte degli impianti di biogas



Questi impianti di produzione biogas, dove sono stati investiti per realizzarli complessivamente oltre 600 milioni di euro, sono necessari ed indispensabili per smaltire in modo ambientalmente sostenibile le enormi quantità di deiezioni animali generate dagli allevamenti di capi quali bovini suini e ovini e caprini.

In Piemonte sono presenti circa 800.000 bovini, 200.000 ovini e caprini e 1.200.000 suini. Che generano una produzione di deiezioni che non può essere smaltita nei campi perché inquinerebbe in modo spaventoso le falde acquifere oltre a emettere una quantità di gas serra altissima peggiorando la qualità dell’aria.

Questa produzione di deiezione è stata incentivata dai primi anni 2000 dallo stato ad essere usata con il processo di fermentazione per produrre energia elettrica, concedendo l’incentivazione per circa 15 anni.

 

 





FOTO IMPIANTO DI BIOGAS DA SCARTI E PRODOTTI AGRICOLI

Ora il periodo di incentivazione sta scadendo e non è più interessante produrre energia elettrica da fonte rinnovabile biogas dato il grande sviluppo del fotovoltaico. Quindi ora hanno esaurito il periodo di incentivazione e senza sono in perdita e sono destinati alla demolizione.

La loro demolizione sarebbe devastante per il settore agricolo e per gli effetti sull’ambiente, non può essere rinnovato l’incentivo elettrico perché non più giustificato per la concorrenza del fotovoltaico e dell’eolico che hanno raggiunto la sostenibilità economica.

OCCORRE TROVARE NUOVO DESTINO A QUESTI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI BIOGAS



 

COME RIDURRE LE EMISSIONI DEI MEZZI MEDI E PESANTI PER RIDURRE L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO


Nel febbraio del 2019 il Parlamento europeo e il Consiglio si sono accordati su un regolamento che stabilisce, per la prima volta nell’UE, norme rigorose in materia di emissioni di CO2 per i camion.

Secondo l’intesa, nel 2030 le emissioni dei nuovi veicoli pesanti dovranno essere inferiori del 30% rispetto alle emissioni del 2019. Tutto questo, ovviamente, presuppone la decarbonizzazione a lungo termine del trasporto pesante su strada. Infatti i mezzi pesanti per il trasporto su strada rappresentano, con gli attuali combustibili derivati dal petrolio diesel, un problema notevole di inquinamento e di non sostenibilità ambientale in tutta Europa.

Inoltre la UE vuole anche ridurre i consumi fossili e quindi ha deciso di incentivare il metano verde o bio-metano (tra cui il BIO GNL) prodotto da fonti rinnovabili per alimentare il trasporto su strada.

 

Il biometano nei trasporti

 Il biometano purificato viene usato come carburante ed è denominato biogas Naturale per Veicoli (bio - NGV). Si presenta in due forme:

 

·       CNG (Gas Naturale Compresso): fornisce stazioni destinate a flotte di veicoli leggeri, automobili, semirimorchi, furgoni e autobus.

·       LNG (Gas Naturale Liquefatto): facilmente trasportabile in piena sicurezza, questo carburante fornisce stazioni destinate a semirimorchi e pullman turistici.

 

 Il sistema dei trasporti su strada rappresenta un problema notevole di inquinamento e di non sostenibilità ambientale in tutta Europa.


 

 

 

EMISSIONI DI UN MEZZO PESANTE A METANO LIQUIDO

Premesso che già in Italia circolano migliaia di mezzi pesanti a METANO LIQUIDO questo perché sono mezzi costruiti da tutte le marche dei mezzi pesanti.

Possiamo dire che rispetto ad uno mezzo pesante diesel di pari potenza un mezzo a METANO LIQUIDO ha emissioni molto ridotte, esempio il particolato emesso dal motore a metano liquido è praticamente assente, al punto da non rendere necessario il filtro anti particolato che viene utilizzato sul diesel. L’abbattimento delle emissioni di CO2, (secondo il calcolo “well-to-wheel”, ovvero considerando l’intero ciclo di estrazione/produzione, trasporto ed infine combustione del carburante,) può raggiungere il 15% nel caso di gas naturale, e superare il 90% nel caso di biometano.

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 236 del 23 settembre 2020) il decreto del ministero dei Trasporti con gli incentivi per l’acquisto di camion a metano e gas naturale liquefatto proprio per questo motivo.

Le risorse disponibili, si legge nel decreto, ammontano a 25,8 milioni di euro per il biennio 2019-2020 con un contributo che varia dai 2.000€ per i mezzi più piccoli ai 20.000 per i più grandi.

La misura si rivolge alle imprese di autotrasporto e intende favorire la rottamazione di camion inquinanti, fino alla categoria euro 4 e di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate, con contestuale acquisto di veicoli commerciali nuovi, anche mediante locazione finanziaria.


 

PARTICOLARE DEL SERBATOIO DI UN MEZZO PESANTE A METANO LIQUIDO

 

Capofila della “cordata LNG” è Iveco che per prima ha investito e creduto sul settore. Il Costruttore nazionale offre una versione Natural Power della sua ammiraglia Stralis con prestazioni ormai uguali alle alimentazioni tradizionali. L’autonomia dichiarata con un serbatoio da 400 litri è di 1.600 km, ma l’NP 460 CV “Sustainable Truck of the Year 2019” ha da poco conseguito il record dei 1.728 km con un pieno, da Londra a Madrid.

 

Scania Francia ha fatto verificare da giudici indipendenti l'autonomia di una motrice alimentata da LNG (gas naturale liquefatto). Con 345 chilogrammi di metano liquido sono stati percorsi circa 1.200 km con una motrice con motore di 340 cv e 34 tonnellate. Il consumo medio registrato è stato di 28 kg/100 km con una velocità media di 74 km/h.

Il primo produttore ad aver consegnato mezzi pesanti con motori Euro VI a metano in Francia, Scania è uno dei principali leader nelle propulsioni alternative.

Per verificare il più accuratamente possibile la questione dell'autonomia conseguibile con il metano liquido rispetto alla soluzione CNG (stimata tra 300 e 400 km a seconda della configurazione), Scania Francia ha organizzato un test con verificatori indipendenti con una trattrice a metano con motore da 9 litri e 340 cv dotata di due serbatoi criogenici per una capacità totale di 810 litri e che consente il trasporto di 345 kg di metano.

LNG sta emergendo come una valida soluzione per il trasporto a lunga distanza poiché consente di raggiungere più di 1.100 km di autonomia (dato ora dimostrato) contro i 300/400 km dei veicoli a metano gassoso. Il gas liquido occupa 600 volte meno volume rispetto al metano allo stato gassoso ed i veicoli hanno anche il vantaggio di essere più leggeri.



Hanno anche molti vantaggi rispetto ai motori diesel. Praticamente zero emissioni di particolato e riduzione delle emissioni di ossidi di azoto fino al 50% rispetto a quanto richiesto dalla normativa Euro VI. La CO2 emessa è inferiore ad un motore diesel mentre l'uso di biometano rinnovabile permette anche di viaggiare al 100% CO2-free.

Il livello di rumore di un motore a metano viene dimezzato rispetto ad un motore diesel.

 

Di recente principalmente sui pesanti, ha trovato sempre più spazio il metano liquido, che grazie alla sua forma più concentrata permette un’autonomia dei mezzi quasi raddoppiata rispetto al gassoso, con picchi da 1.100 a 1.600 km, ponendosi come alternativa più che valida al gasolio per i veicoli destinati a lunghe percorrenze.

 

Puliti, anzi, pulitissimi

Rispetto al gasolio, le emissioni di biossido di azoto (NO2) del metano sono inferiori del 90% mentre quelle di particolato sono praticamente nulle, cosa che semplifica anche i sistemi di scarico e depurazione dei gas, elimina il bisogno di additivi e riduce la manutenzione. Quanto alla CO2, nell’intero processo “well-to-wheel”, ossia dalla produzione al consumo finale, cala del 10-15% se si impiega metano da giacimenti “fossili” e può ridursi del 95% per il biometano.

 

Rispetto ad un veicolo dotato di motore diesel certificato Euro 6, infatti, si assiste alla riduzione delle emissioni, sia per quanto riguarda il particolato, sia per ciò che concerne emissioni di NOX e CO2. In particolare, la quantità di particolato è inferiore del 95% rispetto a una motorizzazione a diesel. Per quanto riguarda il NOX, invece, le emissioni calano del 35%.

Discorso a parte, infine, per il CO2. In questo caso, le emissioni calano dal 10% al 100% in caso di utilizzo di biometano. Questo ne consente l’utilizzo nei veicoli a motore, con la conseguente riduzione delle emissioni di gas serra.

La riduzione di emissioni, tuttavia, non riguarda solamente quelle gassose. Rispetto a un motore diesel, il motore alimentato a gas naturale consente di ridurre anche le emissioni sonore medie di 5 decibel. Questo rende i veicoli a gas naturale i mezzi ideali sia per il trasporto urbano, sia per l’utilizzo durante le ore notturne.

Vantaggi economici del trasporto alimentato a LNG

Il mezzo pesante di trasporto con LNG ha raggiunto una autonomia di oltre 1.500 km con un pieno e non offre solo vantaggi di natura ecologica. Accanto a questi anche vantaggi di natura economica. A partire dalla riduzione dei costi di carburante. Rispetto al diesel, infatti, il gas naturale ha un costo inferiore fino al 40%. In generale, il Total Cost of Ownership, cioè il costo di esercizio del mezzo, può ridursi fino al 10%. In termini più concreti, le stime hanno permesso di calcolare che su circa 40 mila chilometri percorsi nel corso di un anno per missioni di distribuzione regionale, il risparmio economico che si ricava rispetto a un veicolo alimentato a diesel ammonta a circa 10 mila euro. Tale risparmio diventa ancora maggiore per quanto riguarda missioni di raccolta rifiuti. In questo caso, le stime hanno permesso di calcolare un risparmio fino a 20 mila euro nel corso di un anno.

 

SVILUPPO DEL SISTEMA AUTOMOTIV NAZIONALE

Come noto i mezzi medi e pesanti trazione elettrica hanno un problema della autonomia limitata e nelle lunghe necessarie fermate per le ricerche, ma non solo sono completamente di produzione estere.

Ogni acquisto di mezzi medi e pesanti elettrici sono un aiuto per le industrie estere , mentre un acquisto di mezzo medio e pesante a metano sono un aiuto all’industria automotiv italiana, con quindi sviluppo occupazionale e crescita economica.

Anche per questo proponiamo il ricambio dei mezzi medi e pesanti per il trasporto merci con mezzi a gas metano e metano liquefatto.

 

 

 

FONTE DI BIOMETANO

La principale fonte di biometano deriva dalla fermentazione di sostanze organiche.

Infatti dalla fermentazione dei rifiuti organici la FORSU, degli scarti agroalimentari e dei fanghi di depurazione si ottiene biogas che è composto all’incirca al 48% da metano e da 48% da anidride carbonica (la famigerata CO2 causa dell’effetto serra) e da tracce di altri gas anche odorosi.

Attualmente tutti gli impianti di biogas poi lo usano per bruciarlo in motori per produrre energia elettrica incentivata dagli stati europei.



 

Invece con un procedimento tecnico non difficile che chiamano upgrading con membrane si può separare il metano dagli altri gas e produrre il biometano dagli impianti a biogas da scarti agricoli

 





 

MA CI SONO ALTRI VANTAGGI LA CO2.

Primo problema dove mettiamo la CO2 che viene separata dal metano in questi impianti ? Per ogni metro cubo di BIOMETANO prodotto abbiamo altrettanto volume di CO2. Ricordando che l’effetto serra è data dalla emissione della CO2 anidride carbonica in atmosfera, è necessario catturarla e destinarla per esempio ad accelerare i processi di vegetazione in serra oppure per i processi industriali.

 

POTENZIALITA’ PRODUTTIVA

“L’Italia, con 1.600 impianti a biogas, è il secondo produttore di biogas in Europa e il quarto al mondo” – ha dichiarato il 7 ottobre 2019 il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti.

L’Italia ha quindi un potenziale produttivo di biometano alto, stimato al 2030 in 10 miliardi di metri cubi, di cui almeno otto da matrici agricole.

E l’approvazione del decreto del 2 marzo 2018, che ha introdotto nuovi incentivi per la produzione di biometano finalizzato al settore trasporti, è un ottimo strumento. Anche se la finestra degli incentivi si chiude al 2022 e “occorre quindi uno sforzo di tutti per riuscire a mettere in campo procedure e iter per la realizzazione degli impianti che tengano conto di questo vincolo temporale”.

 

SOLUZIONI INCENTIVAZIONE ALLA PRODUZIONE DEL BIOMETANO

Per passare alla generazione del prodotto BIOMETANO, gli impianti attuali di produzione biogas da scarti agricoli devono soddisfare due requisiti.

Il primo non più utilizzare derrate agricole food per la generazione del biogas ma utilizzare scarti e materiali non edibili a livello umano o animale. Questo requisito vista la scarsità a breve raggio degli impianti biogas viene risolto con il materiale pastoso degli impianti di pretrattamento della FORSU.

Il secondo requisito è dotarsi di sistema di separazione metano da CO2, con successiva liquefazione dei due vettori gassosi con bassi costi di gestione, LIQUEFAZIONE NECESSARIA per destinare i prodotti con cisterne al mercato in particolare dei mezzi pesanti.

 

TRASPORTO DEL BIOMETANO

Il più grande problema della produzione di BIOMETANO negli impianti di biogas è il trasporto dello stesso e della CO2 agli utilizzi finali perché non possono essere consumati in loco. Una prima soluzione è l’immissione in rete nazionale del metano. Ma per poter immettere in rete il biometano occorre fare lunghe tubazioni per arrivare alle dorsali della rete di distribuzione del metano a pressioni alte. Di solito le dorsali sono distanti molti km e la costruzione delle tubazioni è antieconomica

 

Liquefazione del metano

Ci vogliono oltre 600 litri di gas metano per farne un litro in forma liquida, quindi i vantaggi a detenerlo in tale condizione fisica sono chiari: un più facile trasporto, soprattutto per le grandi distanze.

Il GNL rappresenta il miglior «concentrato» di energia disponibile sul mercato. Gli obiettivi sono:

-       Ottenere un combustibile biologico facilmente immagazzinabile e trasportabile

e destinato al mercato ed in grado di ricevere gli incentivi previsti dal GSE e nel rispetto delle direttive europee

-       Liquefare portate micro di metano al di sotto di 250 kg ora, rispetto alle portate di sistemi tradizionali di liquefazione di CH4

-       Ridurre il consumo elettrico per la liquefazione per i micro impianti rispetto ai tradizionali sistemi con un consumo a meno di 0,3 KW per Kg di metano liquido (rispetto al tradizionale pari a 0,5 kW per kg ) utilizzando in serie i processi ad alto rendimento.

 

 

RISOLVERE IL PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO DELLA FRAZIONE ORGANICA DEI RIRIFIUTI URBANI FORSU

Nei servizi di Igiene Ambientali IA la parte di Raccolta dei Rifiuti prevede la pratica della Raccolta Differenziata RD di cui una frazione è rappresentata dalla Frazione Organica dei Rifiuti Urbani (FORSU).

Il risultato combinato delle disposizioni Comunitarie e Nazionali di incentivo all’aumento della RD e del divieto di smaltimento in discarica dell’organico ha portato a un aumento della raccolta della FORSU

Siamo oggi ad una raccolta differenziata che ha superato i 6 milioni di tonnellate anno e, secondo i calcoli, si dovrà rapidamente fare fronte ad un aumento minimo dalle 7 milioni di tonnellate ad un massimo di circa 9 milioni di tonnellate di FORSU per rispettare i parametri di corretta raccolta differenziata.

Ma gli impianti attualmente in funzione sono insufficienti già ora a trattare la quantità raccolta di FORSU prodotta (in alcuni casi costringendola a trasferimenti di molti Km da parte di importanti città italiane ed anche all’estero) e soprattutto è molto difficile costruirne di nuovi per far fronte ai bisogni attuali e futuri.

Le difficoltà principali nella costruzione di nuovi impianti, sia aerobici che anaerobici, per il trattamento del rifiuto organico sono legate ai loro fattori intrinsechi di incompatibilità ambientale; essi generano un enorme impatto odorigeno, che spaventano le comunità locali dove dovrebbero essere costruite, facendo scattare un rifiuto quasi automatico.

L’impatto odorigeno degli impianti tradizionali nasce dalla necessità di aspettare la fermentazione, maturazione e stabilizzazione per una quantità di giorni variabile, dai 60 ai 90 giorni, creando quindi uno stazionamento negli impianti di enormi masse di materiali organico e delle conseguenti esalazioni odorigene.

Per controllare queste emissioni vengono attuati presidi e attività molto importanti, quali: ambienti tenuti sotto depressione, oltre al controllo ed alla depurazione delle arie emesse. Purtroppo la quantità di materiale in stazionamento genera una massa di odori non completamente controllabili, anche da impianti ben costruiti e ben gestiti.

Sarebbero necessari presidi giganteschi ed economicamente incompatibili per poter controllare tali emissioni in maniera accettabile.

Dalla incompatibilità ambientale nascono a cascata una serie di effetti perversi quali:

-   costi di preparazione di progetti e studi di fattibilità che poi vengono bocciate e quindi a costi infruttuosi,

- impianti autorizzati, realizzati e avviati che poi subiscono via via ordinanze restrittive dell’attività, fino alla chiusura, con gigantesche perdite economiche per gli enti costruttori e con inevitabili scoperture di servizi;

-   realizzazione degli impianti in aree lontane dai centri di produzione dei rifiuti, costringendo ad aggiungere ai costi normali di raccolta anche i costi di trasporto della FORSU, (scarico dai piccoli mezzi di raccolta, in aree appositamente costruite di trasbordo, ricarico su altri camion di grandi dimensioni per i lunghi tragitti di consegna) aumentando a dismisura le inefficienze dei sistemi di raccolta e i costi della logistica che si ribaltano sulle tassazioni ai cittadini e alle imprese.

I costi di mercato attuali di trasporto e trattamento (variabili dalla distanza di trasporto), variano da un minimo di 115€/ton a cifre anche superiori al 160€/ ton.

 

In Piemonte attualmente si stima una carenza di circa 50.000 ton di capacità di trattamento della FORSU e nel dover raggiungere i livelli di RD indicati dalle norme europee il fabbisogno mancante salirà a altre 150.000 tonnellate all’anno. La realizzazione di impianti di trattamento tradizionali costringerebbe a un investimento stimabile in circa 100 milioni di euro, continuando ad avere problematiche di emissioni odorose insopportabili per i cittadini residenti nell’intorno di questi impianti.

 

 

TECNOLOGIA IDROTERMICA PER PRETRATTAMENTO FORSU

Per evitare i problemi di impianti tradizionali di trattamento della FORSU abbiamo pensato di usare una nuova tecnologia che permetta di trattare il rifiuto in piccoli impianti, senza emettere odori e che trasformi il rifiuto in materia prima per la produzione di biogas in impianti esistenti e quindi senza ulteriori investimenti.

Per raggiungere lo scopo la tecnologia proposta è costituita da un trattamento idro- termico della FORSU per la produzione di un materiale pastoso non contaminato da inerti e da sostanze non digeribili, sanitizzato, sterilizzato e con alta capacità metanigena che può essere vantaggiosamente usato per alimentare impianti terzi per la produzione di biogas.

Questa tecnologia innovativa richiede un velocissimo tempo di trasformazione della FORSU in arrivo giornalmente all’impianto, massimo di 8-10 ore quindi non creando emissioni odorigene fastidiose.

Inoltre i costi di realizzazione di questa tipologia innovativa di impianto richiede investimenti pari a un quarto rispetto a quelli tradizionali.

 

VANTAGGI PRETRATTAMENTO IDROTERMICO

I vantaggi sono riassunti in:

-       Completa sterilizzazione della FORSU.

    o   L’alta temperatura di oltre 150C°raggiunta nel processo garantisce la completa sterilizzazione del prodotto.

-       Bassa Impronta Odorigena,

    o   L’impianto proposto presenta una “impronta odorigena” (cioè la potenziale capacità di impatto ambientale per emissione di odori) di ben 45 volte minore rispetto agli impianti tradizionali. Questo perché non necessita di nessun accumulo di materiali in fermentazione.

-       Superfici ridotte

    o   L’impianto proposto per la sua costruzione necessita di una superfice estremamente ridotta. Questa specificità, oltre alla BASSA IMPRONTA ODORIGENA, permette di realizzare l’impianto in aree piccole e nelle vicinanze dei centri urbani.

-       Possibilità di ottenere l’incentivazione biometano alimentando con il materiale in uscita, insieme ad altri scarti agro-zootecnici, un impianto di produzione biogas-biometano



 

PROPOSTA INTEGRATA DI RILANCIO DEL PIEMONTE

In questo capitolo inseriamo le nostre proposte integrate, secondo le descrizioni precendeti, di impianti e interventi da finanziare che riteniamo siano indispensabili per il RILANCIO del PIEMONTE in chiave sostenibile economicamente ma soprattutto ambientalmente

 

 

REALIZZAZIONE DI DISTRIBUTORI DI METANO LIQUIDO

Realizzare 4 distributori di metano liquido lungo la tangenziale di Torino in modo da poter servire i mezzi sia sulla corsia destra che sinistra nei due punti opposti della tangenziale. Questi distributori daranno la precedenza alla distribuzione del BIOMETANO LIQUIDO Prodotto in Piemonte.

Gli investimenti stimati in circa 900.000 € cadauno saranno sostenuti da privati e non avranno nessuna necessità di sovvenzioni annuali.

 

 

PROPOSTA DI PRETRATTAMENTO FORSU

Si propone di costruire piccoli impianti di pretrattamento idrotermico vicini ai territori di produzione della FORSU al fine di ridurre i costi e gli impatti della raccolta. Questo sistema di strategia allocativa degli impianti di pretrattamento idrotermico permette di abbattere i tempi di trasferimento dei piccoli mezzi di raccolta dal luogo di raccolta al luogo di scarico con la riduzione di impiego di mezzi e uomini e riducendo le emissioni dei mezzi in atmosfera urbana.

Dagli impianti, dopo il pretrattamento, partiranno le cisterne di materiale sterile e pastoso agli impianti esistenti di biogas agricoli per alimentarli a produrre BIOMETANO LIQUEFATTO.

Questa soluzione richiede investimenti da parte delle strutture pubbliche o private, ma infinitamente più convenienti dei costi di invio a distanza per il loro trattamento.


 

RINNOVO PARCO MEZZI DI TRASPORTO MERCI MEDI E PESANTI

Per ridurre l’inquinamento urbano necessita sostituire i mezzi di trasporto merci medi di vecchia concezione e altamente inquinanti che circolano dentro le aree urbane con altri mezzi nuovi alimentati a GNL.

Per questo oltre agli incentivi statali si debbono prevedere degli incentivi regionali per almeno 3000 mezzi. Si prevede un finanziamento misto di cui solo una quota ridotta a fondo perduto e il resto con finanziamento a tasso zero del prezzo di acquisto per le società utilizzatrici.

 

 

RINNOVO MEZZI PARCO URBANO

Nelle aree urbane circolano un numero importante di mezzi pesanti alimentati a diesel con effetti deleteri per la qualità dell’aria.

I mezzi sono normalmente di proprietà pubblica mezzi di trasporto pubblico e mezzi per l’igiene urbana e possono essere sostituiti con mezzi alimentati a GLN. Si prevede di finanziarne almeno 2000.

Essendo tutta proprietà pubblica si prevede il finanziamento a fondo perduto.

 

 

INNOVAZIONE NEGLI IMPIANTI BIOGAS

Per innovare il parco degli impianti esistenti di biogas si prevede, oltre ad un aggiornamento della parte biologica per importare le novità tecnologiche, la realizzazione di un doppio container e due cisterne criogeniche da aggiungere nell’impianto di biogas esistente di produzione biogas per la pulizia, separazione, liquefazione e stoccaggio di CH4 e Co2, successivamente il CH4 e la CO2 liquefatti verranno consegnati ai consumatori tramite cisterne criogeniche.




Questo sistema è flessibile, autonomo e affidabile e può essere realizzato con un pacchetto tecnologico che richiede INVESTIMENTI da parte degli operatori agricoli per aggiornarli tecnologicamente in modo moderno e verso la sostenibilità economica e ambientale.

In questo caso servono prestiti per ciascuno operatore agricolo diciamo di circa 2 mio per il revamping della parte biogas e 3 mio per l’aggiornamento di produzione metano liquido e CO2 liquida.

 

 

FORMAZIONE MANUTENTORI IMPIANTI DI BIOGAS-BIOMETANO

Uno dei problemi maggiori del buon funzionamento degli impianti di produzione di energie rinnovabili e del GNL è l’attività di manutenzione.

Si deve avviare parallelamente al piano di revamping degli impianti di biogas e di aggiornamento tecnologico con le linee di liquefazione del metano e della CO2 un programma di formazione di operatori per garantirne il corretto montaggio e la relativa manutenzione.

Si prevedono le spese per la formazione di almeno 250 addetti

 

 

IMPIANTI CONSORTILI DI PRETRATTAMENTO FORSU

Per poter trattare la FORSU raccolta dal sistema pubblico di raccolta dei rifiuti si propone di realizzare da parte dei consorzi dei rifiuti degli impianti consortili , che non presentino odori quindi con la tecncica idrotermica . Essi devono essere localizzati vicino alla fonte di produzione dei rifiuti perché non disturbano gli abitanti e quindi riducono i costi e gli impegni del servizio pubblico di raccolta. Da questi impianti partiranno le cisterne del materierale pretrattato agli impianti di biogas- biometano. Questo metodologia ridurrà di molto il costo del servizio di raccolta trasporto e smaltimento rifiuti urbani per le città e per i cittadini. Ma soprattutto sarà un vantaggio anche per il rispetto dell’ambiente e dell’economia evitando l’importazione di combustibile dall’estero.

Si ha un fabbisogno non coperto in Regione Piemonte di circa 150.000 ton anno quindi si propone di realizzare 5 impianti di pretrattamento idrotermico di cui tre nell’area metropolitana Torinese.

CONTRIBUTO PER PRETRATTAMENTO FORSU

Per aiutare i consorzi pubblici dei rifiuti a svolgere questa nuova tecnologia si propone inoltre un contributo per il primo anno di attività pari 30€ tonn



 


COLLOCAZIONE PROGETTO

 Questo progetto strategico che attraversa tutti e 6 i temi previsti nelle linee guida dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) articolato entro i pilastri del piano europeo per la ripresa denominato ‘Next Generation EU’ merita di essere inserito nella richiesta regionale di assegnazione dei Recovery Fund per un importo di circa 974 mio di cui 231 mio a fondo perduto pari al 24% e circa 741 come prestiti a tasso zero pari al 76% in linenea con le previsioni di ripartizioni UE.

Merita di essere almeno preso in considrazione perché vuole rilanciare l’economia Piemontese, aumentare l’occupazione, attuare l’innovazione tecnologica, rispettare l’ambiente e ridurre l’indebitamento che lasciamo alle future generazioni

 

 

FABBISOGNO PER IL PIEMONTE

La parte di aggiornamento mezzi con mezzi a gas vale circa 117 milioni a fondo perduto (in gran parte a favore delle amministrazioni pubbliche) e 225 milioni per prestiti a tasso zero. Questa cifra generebbe una richiesta di mezzi nuovi potenzialmente tutti italiani per 6100 mezzi medi e pesanti con un impegno equivalente dell’industria nazionale automotiv notevole.

 

 

La parte di revamping dei 150 impianti di biogas per aggiornarli a biometano liquido vale circa 90 milioni a fondo perduto e 510 milioni come prestito a tasso zero, Questi investimenti di innovazione per la fornitura delle apparecchiature e per l’impiantistica e il suo allestimento darebbe lavoro a centinaia di piccole e medie aziende con milioni di ore di lavoro, e preparandole per esportare l’innovazione tecnologica aquisita.

Questa parte di aggiornamento degli impianti di biogas con l’inserimento della tecnologia di separazione CO2 e Metano e la loro successiva liquefazione necessita di meno di 2 milioni per ogni impianto da aggiornare che potrà essere restituita dagli imprenditori agricoli nei normali tempi di ammortamento dei prestiti poiché il decreto Biometano incentiva la produzione di BIOMETANO LIQUIDO.

Ottenendo

-       Una forte riduzione dell’inquinamento atmosferico dai mezzi pesanti in circolazione

-       Una forte riduzione del rumore del transito dei mezzi pesanti

-       Una riduzione dei costi di esercizio del trasporto pesante

-       E soprattutto una fortissima de carbonizzazione della nostra società e una minore dipendenza dalle forniture energetiche estere.

 

 La parte di formazione del personale di manutenzione dei nuovi impianti di biogas- biometano liquido e pretrattamento FORSU potranno prevedere l’occupazione di oltre 250 addetti che posson o esse formati in sei mesi di corso con un contributo di 1000€ al mese cadauno

 

La parte di pretrattamento della FORSU nei 5 impianti consortili per circa 150.000 ton potrà essere assolta con circa 20 milioni di investimenti tutti a fondo perduto , ma che generanno un risparmi sui costi dei servizi pubblici oltre che un deciso miglioramento della qualità ambientale.

Ottenendo

-       La completa autonomia di trattamento della FORSU anche incrementando i livelli di raccolta differenziata

    o Un forte risparmio rispetto al costo attuale di trattamento

-       La possibilità di alimentare con scarti gli attuali impianti di biogas

    o che potranno pagarlo con i risparmi sull’acquisto attuale delle derrate food

 

 

RIEPILOGO RISORSE FINANZIARIE

Dalla tabella sotto si fornisce il quadro delle risorse finanziarie necessarie per il progetto presentato meno di un decimo di quello destinato alla Regione Piemonte sul complesso dei finanziamenti derivanti dai finanziamenti europei.

Abbiamo pensato che il finanziamento sia solo per meno di un terzo a fondo perduto, principalmente a favore degli enti pubblici, mentre per oltre il 70% a prestito a tasso zero in modo da recuperarlo per poi ridurre l’indebitamento pubblico e non scaricare il debito alle future generazioni.



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Tabitha Smith

Mappa Arpa Piemonte impianti di biogas
 
 
 
 
 
Foto impianto di biogas da scarti prodotti agricol
 
emissioni inquinanti
 
Serbatoio mezzo pesante GNL Particolare del serbatoio di un mezzo pesante a Metano liquido
 
 
Precesso impianto di biogas, Produzione-uso
 
Innovazione GNL